TECLA, la casa bio stampata in 3D

Articolo realizzato con contenuti di AmbienteBio.it

Si chiama Tecla, è un prototipo in fase di costruzione a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna ed è pronta a diventare la casa del futuro seguendo i principi della bioarchitettura.

Si tratta di un’abitazione stampata in 3D, ecologica, economica, biodegradabile. Tecla è stata ideata da una start-up italiana di architettura, Mario Cucinella Architects e WASP, specialista della stampa tridimensionale.

Tecla rappresenta un passo molto importante verso l’edilizia sostenibile. E’ costruita utilizzando Crane Wasp (acronimo di World’s Advanced Saving Project) che si avvale di più stampanti 3D contemporaneamente ed è realizzata interamente con materiali recuperati dal terreno della zona, in particolare con argilla.

Un metodo costruttivo nuovo

Concepita come concept abitativo completamente nuovo, è strutturata secondo una cellula base, la cui forma e le cui caratteristiche possono essere modificate a seconda del clima e del contesto locale.

E’ possibile, quindi, variarne la composizione dei nuclei in modo da potersi meglio adattare ai luoghi in cui sarà innestata.

La composizione del prototipo

Il prototipo è composto da 2 cupole che si compenetrano a vicenda e contiene una zona giorno, strutturata come open space e una zona notte con un piccolo bagno. All’esterno un piccolo lago raccoglie le acque pluviali e grige che, grazie ad un processo di fitodepurazione, vengono riutilizzate per il giardino.

Una seconda cellula annessa è incaricata di produrre energia rinnovabile tramite pannelli solari.

Le motivazioni che hanno spinto a creare Tecla

Con circa 83 milioni di persone che si aggiungono alla popolazione mondiale ogni anno, per lo più concentrati nelle aree più povere del mondo, i governi si trovano oggi ad affrontare una sfida imponente. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, infatti, punta a far si che tutti abbiano accesso a una casa adeguata e sicura e ai servizi di base.

Tecla nasce per dare a tutti la possibilità di avere una casa, laddove le case mancano e limitare l’impatto laddove le case esistono ma sono impattanti sull’ambiente.

Tecla unisce materiali antichi e tecnologie avanzate

Costruita in terra cruda, materiale reperibile sul luogo di costruzione, Tecla è priva di scarti industriali. Prendendo ispirazione dalla vespa vasaio, unisce materiali antichi come l’argilla e tecnologie avanzate come le stampanti 3D.

L’involucro edilizio, altamente flessibile , è progettato per essere resiliente ed energeticamente efficiente a seconda del contesto ambientale, garantendo un’efficienza che le tecnologie tradizionali non possono raggiungere.

I materiali impiegati per la miscela di stampa

Tra i materiali impiegati per la miscela di stampa:

  • MAPESOIL, agente stabilizzante in polvere per il consolidamento dei terreni, che consente, in fase di miscelazione, la progressiva disgregazione dell’impasto a base di terra cruda e acqua, favorendo la durabilità e la resistenza al dilavamento della miscela, una volta estrusa
  • DYRAMON SR4, additivo super-fluidificante che favorisce il mantenimento della lavorabilità dell’impasto e la pompabilità a distanza anche di 2 ore
  • PLANICRETE, lattice di gomma sintetica, impiegato per promuovere l’adesione degli strati già induriti
  • PLANISEAL WR 100, protettivo idrofobizzante pronto all’uso, applicato con spruzzino nebulizzatore sul parametro essiccato, risultando molto efficace nell’impermeabilità della struttura già a distanza di 12 ore.

Gli altri partner del progetto

Chi sono gli altri partner del progetto?

  • Mapei, che ha analizzato la terra cruda e i componenti base per perfezionare la miscela impiegata in fase di stampa
  • Milan Ingegneria, che ha condotto i test strutturali e ha ottimizzato la geometria costruttiva verso la definizione di una struttura auto-portante
  • Capoferri, che ha ingegnerizzato e prodotto serramenti, interamente customizzati e altamente efficienti
  • Frassinago, che ha curato la progettazione paesaggistica
  • RiceHouse, che ha offerto la consultazione tecnica in materia di biomateriali provenienti dagli scarti della coltivazione del riso (paglia e lolla di riso) per dare confort interno e proprietà termoisolanti al prototipo
  • Lucifero’s, che ha progettato l’illuminazione.

Quando terminerà la costruzione di Tecla?

Il progetto è in fase di costruzione da settembre 2019 e la conclusione dei lavori è prevista a inizio 2020.

A partire da questo prototipo, l’intenzione è di espanderlo verso le comunità smart di tutto il mondo.

 

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I LUOGHI PIU’ INQUINATI D’ITALIA – PIANURA PADANA AREA PIU’ CONTAMINATA D’EUROPA

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I luoghi più inquinati: l’Italia è il primo Paese europeo per morti premature da biossido di azoto (NO2), vengono registrate più di 14mila vittime ogni anno, e compare nel gruppo dei Paesi che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici.

Lista dei luoghi più inquinati d’Italia: 1° posto Pianura Padana

Le immagini rielaborate dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), tramite i dati rilevati da Copernicus Sentinel 2019, sono assolutamente preoccupanti e dimostrano che uno dei luoghi più inquinati d’Italia e addirittura d’Europa è la Pianura Padana.

La concentrazione di ossidi dell’azoto e di polveri sottili, in tutta la zona circostante del Nord Italia e in particolare della Pianura Padana, dimostra che le emissioni hanno raggiunto un livello assolutamente drammatico.

Le cause principali legate alla forte concentrazione di composti dell’azoto e di biossido d’azoto sono varie e riguardano per lo più:

 

Luoghi più inquinati: Clean Air Dialogue

Questi dati sono emersi proprio in questi giorni in cui vi è stato l’incontro a Tornino per il Clean Air Dialogue con tutti i rappresentati Europei e le istituzioni italiane.

Le conseguenze di questa situazione italiana hanno vari risvolti, in primis a livello di salute pubblica, con problemi di natura respiratoria e relative ripercussioni, poi vi è un problema legato ai legami con l’Europa.

La Commissione Europea ha già avviato due procedure d’infrazione contro l’Italia, per non aver applicato correttamente la direttiva 2008/50/CE, per i superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite delle polveri sottili (Pm10) e del biossido di azoto. Se la Corte di Giustizia Ue dovesse condannare l’Italia, per il nostro paese ci potrebbero essere sanzioni economiche pesantissime e si rischia anche la riduzione dei fondi strutturali europei.

 

Classifica dei luoghi più inquinati d’Italia

Legambiente come ogni anno stila una classifica dei luoghi più inquinati d’Italia.

Oltre il 50% delle città monitorate presenta livelli di pm10 superiori a quelli consentiti. Nel rapporto è presente anche una classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno.

Nel 2018 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono) in ben 55 capoluoghi di provincia, risultati come i luoghi più inquinati. In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno.

Capofila delle città che nel 2018 hanno registrato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Venezia (139), Alessandria (136), Milano (135),  Torino (134), Padova (130), Bergamo e Cremona (127) e Rovigo (121).
Tutte le città capoluogo di provincia dell’area padana (ad eccezione di Cuneo, Novara, Verbania e Belluno) hanno superato almeno uno dei due limiti. La prima città non ubicata nella pianura padana è Frosinone, nel Lazio, con 116 giorni di superamento (83 per il Pm10 e 33 per l’ozono), seguita da Genova con 103 giorni (tutti dovuti al superamento dei limiti dell’ozono), Avellino con 89 (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono) e Terni con 86 (rispettivamente 49 e 37 giorni per i due inquinanti).

 

Luoghi più inquinati: Le cause

Nel nostro paese, con una lista dei luoghi più inquinati molto lunga continua a pesare enormemente la mancanza di una efficace strategia antismog. E a nulla, o quasi, sono serviti i piani anti smog in nord Italia scattati, senza troppa convinzione, il primo ottobre 2018 con il blocco (parziale) della circolazione per i mezzi
più inquinanti. Oltre 3 milioni di auto e furgoni benzina Euro0 e diesel 1-2-3, nelle regioni che si affacciano sulla Pianura Padana avrebbero dovuto restare al palo per i mesi invernali.

L’Italia è, quindi, uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti).
Valori enormi se confrontati con quelli di alcune capitali europee: a Parigi ci sono 36 auto per 100 abitanti come a Londra e a Berlino, a Barcellona 41, a Stoccolma e Vienna 38. Negli ultimi anni il tasso di motorizzazione medio dei capoluoghi italiani ha mostrato
addirittura un incremento, passando da 62,4 a 63,3 auto ogni 100 abitanti e risulta stabile o in aumento in tutte le città.

Poi vi sono altre situazioni per qui esistono dei siti italiani identificati nel 2012 come i luoghi più inquinati d’Italia, per la presenza di amianto, discariche e tanto altro.

 

I luoghi più inquinati d’Italia per presenza di discariche, amianto e altro

Pubblichiamo risultati del rapporto del ministero della Salute sui 44 siti e luoghi più inquinati d’Italia. Dai tumori all’asma. Ecco che cosa rischiano oltre 6 milioni di italiani. E’ importante che le persone sappiano e siano consapevoli dei rischi quando, purtroppo, ci sono.

Sono stati individuati dalla Val D’Aosta alla Sicilia. E sono ben quarantaquattro i luoghi più inquinati oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Tramite il sito Popoff pubblichiamo la lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese.

Emarese (Aosta)

Comune di Emarese.
«Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato».

Pieve Vergonte (Verbania, Cusio, Ossola)

Comuni di Piedimulera, Pieve Vergonte e Vogogna.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti chimici e di discariche (RSU, rifiuti spe- ciali non pericolosi, rifiuti da metallurgia Pb, Zn, Cu, cavi elettrici plastificati). Il profilo di mortalità nel SIN di Pieve Vergonte mostra un eccesso tra gli uomini e le donne per tutte le cause, tutti i tumori e per le malattie circolatorie. Si osserva un eccesso per il tumore del colon-retto tra le donne e per il tumore dello stomaco in entrambi i generi, seppure con stime imprecise».

Balangero (Torino)

Comuni di Balangero e Corio.

«Il Decreto di perimetrazione elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: amianto, discariche e miniera. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso della mortalità per tutte le cause in entrambi i generi, per le malattie del sistema circolatorio nelle donne, per le malattie degli apparati respiratorio e digerente negli uomini. È presente un incremento della mortalità per tumore della pleura negli uomini, dato affetto da un’imprecisione della stima».

Casal Monferrato (Alessandria)

Comuni di Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Balzola, Borgo San Martino, Bozzole, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Morano sul Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Palazzolo Vercellese, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Trino, Valmacca, Vignale Monferrato, Villadeati, Villamiroglio e Villanova Monferrato.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di un’industria per la lavorazione e produzione di manufatti di amianto. Un eccesso della mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Si osservano eccessi per il tumore polmonare negli uomini, e in entrambi i generi per il tumore pleurico. Sono state pubblicate una serie di indagini epidemiologiche condotte a Casale Monferrato. Uno studio di coorte occupazionale condotto su 3.443 lavoratori del cemento-amianto della Eternit. In entrambi i generi sono stati osservati eccessi della mortalità per tutte le cause, tumore polmonare, tumore della pleura, tumore del peritoneo e asbestosi. Nelle donne è stato confermato l’aumento della mortalità per tumore dell’ovaio e dell’utero».

Serravalle Scrivia (Alessandria)

Comuni di Serravalle Scrivia e Stazzano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di rigenerazione olii esausti. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso nelle donne per tutte le cause e per le malattie dell’apparato circolatorio. L’eccesso nella mortalità per tutte le cause può essere in parte attribuibile all’aumento di rischio per malattie dell’apparato circolatorio. Si documenta un eccesso negli uomini per tumore dello stomaco».

Cengio (Savona) e Saliceto (Alessandria)

Comuni di Bergolo, Bistagno, Bubbio, Cairo Montenotte, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Cengio, Cessole, Cortemilia, Cosseria, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Loazzolo, Millesimo, Mombarcaro, Monastero Bormida, Monesiglio, Montezemolo, Niella Belbo, Perletto, Ponti, Pruneto, Sale San Giovanni, Saliceto, San Giorgio Scarampi, Sessame, Torre Bormida e Vesime.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici con produzione di coloranti e di discariche. Si osserva un eccesso in entrambi i generi per il tumore dello stomaco. Si osserva un eccesso nelle donne, per l’asma, sia in presenza sia in assenza di correzione per fattori socioeconomici».

Cogoleto-Stoppani (Genova)

Comuni di Arenzano e Cogoleto.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione del bicromato di sodio e di una discarica. Per il complesso delle principali cause di morte mostrano una mortalità osservata simile a quella attesa tra gli uomini, mentre nella popolazione femminile indicano un eccesso per tutte le cause e per le malattie dell’apparato genitourinario. Si osserva un eccesso di rischio nelle donne, per l’asma. Inoltre, uno studio recente, effettuato dal CNR e da ARPA Liguria1, ha analizzato i sedimenti marini, evidenziando alte concentrazioni di metalli pesanti, come cromo esavalente e nichel e, in minore quantità, di argento, mercurio, piombo, rame e zinco».

Pitelli (La Spezia)

Comuni di La Spezia e Lerici.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, centrale elettrica, area portuale, amianto e discarica. Nel SIN risultano in eccesso la mortalità per tutti tumori e per le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Risultano in eccesso negli uomini la mortalità per il tumore dello stomaco, del polmone, della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio. Due studi dei lavoratori dei petrolchimici di Genova e La Spezia hanno evidenziato un eccesso di mortalità per mesotelioma pleurico tra i manutentori».

Sesto San Giovanni (Milano)

Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianto siderurgico e discariche. Per malattie dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma è nota una componente occupazionale. Polveri, gas, fumi, agenti sensibilizzanti sono tra le esposizioni con accertato ruolo eziologico per queste patologie».

Cerro al Lambro (Milano)

Comuni di Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di discariche. Nel complesso nell’area di Cerro al Lambro si osserva una mortalità per tutte le cause e causa-specifica che non si di- scosta dall’atteso regionale».

Pioltello Rodano (Milano)

Comuni di Pioltello e Rodano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti o sorgenti di esposizione ambientale: impianto chimico e discariche. Negli uomini si osserva un difetto della mortalità per tutti i tumori, e un eccesso per le malattie del- l’apparato digerente».

Broni (Pavia)

Comune di Broni.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’area di produzione di manufatti di cemento-amianto. Eccesso di mortalità per tutte le cause negli uomini e, in entrambi i generi, un eccesso di mortalità per patologie dell’apparato cardiovascolare. Il tumore maligno della pleura sia negli uomini sia nelle donne risulta in eccesso, con un aumento dei rispettivi SMR di più di 10 volte».

Brescia

Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discarica. I valori osservati per la mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini sono superiori all’atteso. Elevata probabilità al linfoma non Hodgkin. Sono stati osservati eccessi per questa causa di morte negli uomini».

Laghi di Mantova

Comune di Mantova Virgilio.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici (metallurgia, cartaria), petrolchimico, raffineria, area portuale e discariche industriali. Per le principali cause di morte, un difetto per tutti i tumori e un eccesso per le malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Un valore dell’SMR in eccesso, anche se affetto da imprecisione, è osservato per l’asma nelle donne».

Bolzano

Comune di Bolzano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione di alluminio e di magnesio. Si osserva un eccesso, seppure caratterizzato da una stima imprecisa, della mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Per quanto riguarda altre cause di morte non comprese nelle tabelle precedenti, si osservano eccessi di mortalità, per il totale di uomini e donne, per le demenze».

Trento Nord

Comune di Trento.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un’industria chimica. Il SIN è caratterizzato da suoli inquinati dalle passate attività industriali di produzione della Carbochimica Prada, che ha cessato la produzione nel 1984, e della produzione di piombo tetraetile da parte della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (SLOI), attiva dal 1939 al 1978. Si segnala un aumento di mortalità per tumore del colon-retto sia negli uomini sia nelle donne, anche se questi dati sono caratterizzati da stime imprecise».

Venezia Porto Marghera

Comune di Venezia.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, petrolchimico, raffineria, metallurgia, elettrometallurgia, meccanica, produzione energia area portuale e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente. Difetti sono presenti per le malattie circolatorie tra gli uomini e in entrambi i generi per le malattie respiratorie e dell’apparato genitourinario. Il tumore del polmone e della pleura sono in eccesso tra uomini e donne. L’indagine dei 7.530 pescatori di Chioggia e Venezia, registrati dalla capitaneria nel periodo 1971-1986, la cui mortalità è stata studiata fino al 1986, ha osservato un incremento per il tumore del fegato e dello stomaco».

Laguna di Grado e Marano (Udine)

Comuni di Carlino, Cervignano del Friuli, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro, Terzo d’Aquileia e Torviscosa.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di uno stabilimento per la produzione di cellulosa e di un’area portuale. Si osserva un eccesso di rischio per il tumore dello stomaco negli uomini e nelle donne. Nonostante la letteratura scientifica identifichi nel tipo di dieta il principale fattore di rischio per il tumore dello stomaco, l’eccesso osservato negli uomini può essere ricondotto a fattori ambientali (l’assorbimento gastroenterico come principale via di esposizione a piombo e cadmio, e a nitrati presenti nel bacino scolante della laguna) e occupazionali, vista l’associazione positiva rilevata tra tumore dello stomaco ed esposizione professionale a piombo e cromo esavalente».

Trieste

Comune di Trieste.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Fidenza (Parma)

Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e discarica di rifiuti urbani e speciali. Tra gli uomini si è osservato un eccesso della mortalità per le cause tumorali e per le malattie dell’apparato digerente. Tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, l’eccesso di mortalità per tumore dello stomaco osservato tra gli uomini può essere riconducibile a una esposizione occupazionale».

Sassuolo (Modena) e Scandiano (Reggio Emilia)

Comuni di Casalgrande, Castellarano, Castelvetro di Modena, Maranello, Rubiera e Sassuolo.

«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti per la lavorazione della ceramica. Il profilo di mortalità del SIN mostra, tra le principali cause di morte, eccessi tra gli uomini per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio; tra le donne si osservano eccessi per malattie dell’apparato digerente. Si osserva tra gli uomini un eccesso per malattie respiratorie e asma e per malformazioni congenite in tutte le classi di età».

Massa e Carrara

Comuni di Carrara e Massa.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: industria farmaceutica, petrolchimico, impianto siderurgico, area portuale, amianto, discariche e inceneritore. Nelle donne si evidenziano eccessi per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e genitourinario. In entrambi i generi si osserva un eccesso di mortalità per il tumore del fegato. Negli uomini sono presenti eccessi di mortalità per il tumore del polmone, della pleura, del sistema linfoematopoietico; per il linfoma non Hodgkin si osserva un eccesso con una stima imprecisa».

Livorno

Comuni di Collesalvetti e Livorno.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: raffineria e area portuale. La mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Nelle donne si registrano eccessi per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie del sistema digerente. Si osserva, in entrambi i generi, un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura. Si evidenzia un eccesso di mortalità per condizioni morbose di origine perinatale».

Piombino (Livorno)

Comune di Piombino.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, siderurgico, centrale termoelettrica, area portuale e discarica industriale di rifiuti pericolosi. Il profilo di mortalità osservato nella popolazione residente di Piombino negli uomini mostra un eccesso per le malattie dell’apparato respiratorio, digerente e genitourinario. Nelle donne è presente un eccesso per malattie genitourinarie e difetti per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e respiratorie. Si osserva un solo eccesso di mortalità negli uomini per il tumore della pleura».

Orbetello (Grosseto)

Comune di Orbetello.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di produzione di fertilizzanti chimici. La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne. Si osserva un eccesso di decessi negli uomini per asma. Le contaminazioni ambientali della laguna di Orbetello sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. L’industria si trova sulla sponda di levante della laguna di Orbetello».

Terni-Papigno

Comune di Terni.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: siderurgico e discarica di 2a categoria tipo B rifiuti speciali. Tra gli uomini residenti in questo SIN si è osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso; tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente».

Falconara Marittima (Ancona)

Comune di Falconara Marittima.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, raffineria, centrale termoelettrica. Il principale eccesso di rischio è per il tumore del polmone in entrambi i generi; nelle donne risultano in eccesso le malattie respiratorie acute, mentre negli uomini è in eccesso il tumore del colon-retto. In eccesso risultano anche le malformazioni congenite con stime imprecise e le malattie dell’apparato genitourinario, in eccesso nelle donne, anche se con stime imprecise».

Basso bacino del fiume Chienti (Macerata e Ascoli Piceno)

Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un impianto calzaturiero. Si registra un eccesso per malattie dell’apparato genitourinario negli uomini e di malattie del sistema circolatorio nelle donne. E un eccesso della mortalità per alcune condizioni di origine perinatale nei bambini minori di un anno».

Bacino idrografico del fiume Sacco (Roma e Frosinone)

Comuni di Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’industria chimica. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause in uomini e donne. Tra gli uomini si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente, tra le donne si ha un eccesso di mortalità per le patologie del sistema circolatorio e un difetto di mortalità per tutti i tumori. Si rileva un eccesso per tumore dello stomaco e per le malattie dell’apparato respiratorio tra gli uomini».

Litorale domizio flegreo e Agro aversano (Caserta e Napoli)

Comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di discariche. Nel SIN sono stati osservati eccessi della mortalità in entrambi i generi per tutti i principali gruppi di cause, con eccessi di mortalità per il tumore polmonare, epatico e gastrico, del rene e della vescica. I risultati hanno, anche, mostrato un trend di rischio in eccesso all’aumentare del valore dell’indicatore di esposizione a rifiuti per la mortalità generale, per tutti i tumori e per tumore epatico in entrambi i generi, e per il tumore polmonare e dello stomaco nei soli uomini».

Litorale vesuviano (Napoli)

Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Napoli, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle fonti di esposizione: amianto e discariche. I dati di mortalità mostrano eccessi per le malattie degli apparati digerente e genitourinario negli uomini e nelle donne. In assenza di correzione per indice di deprivazione, nelle donne vi è un eccesso per tutte le cause e per tutti i tumori. Negli uomini tantissimi i casi di tumore alla pleura».

Tito (Potenza)

Comune di Tito.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e siderurgico. Nell’area sono presenti attività produttive di diversa dimensione e tipologia, sia in funzione sia dismesse, con impianti chimici, scorie siderurgiche, discariche di rifiuti pericolosi, discariche con amianto a cielo aperto, vasche di fosfogessi. Il sito ARPA Basilicata riferisce attività di monitoraggio ambientale condotte nel 2003 con rilevazione di metalli pesanti (cromo esavalente, piombo, mercurio), benzene e idrocarburi aromatici, composti organici alogenati e altri idrocarburi. Nella sola popolazione maschile è in eccesso la mortalità per patologie dell’apparato respiratorio. Si osserva un eccesso di mortalità per tumori del colon-retto nelle donne».

Val Basento (Matera)

Comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e di produzione di manufatti in cemento-amianto. Tra gli uomini si osserva un eccesso della mortalità per tutte le cause, sia in assenza sia in presenza di correzione per deprivazione socioeconomica, e un deficit della mortalità per le malattie dell’apparato genitourinario. Nelle donne si rileva un difetto della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e per le patologie dell’apparato genitourinario».

Manfredonia (Foggia)

Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici e discariche. Si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

Bari-Fibronit

Comune di Bari.

«Il Decreto del SIN elenca la presenza di uno stabilimento di cemento-amianto. Risulta un eccesso di mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per malattie dell’apparato respiratorio, mentre nelle donne si rileva un eccesso per le malattie dell’apparato digerente […] L’azienda Fibronit di Bari è stata oggetto di due studi di coorte. Lo studio di Belli ha riguardato i lavoratori dell’azienda, titolari di rendita INAIL per asbestosi, e ha osservato un aumento significativo della mortalità per asbestosi, tumore del polmone, della pleura e del mediastino. I risultati dello studio di Coviello, riguardante l’intera coorte, ha mostrato eccessi di mortalità per tutte le cause, per le pneumoconiosi, tutti i tumori, per i tumori maligni del polmone, della pleura e del peritoneo».

Taranto

Comuni di Taranto e Statte.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN riporta la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un’area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza. Il lungo elenco di malattie comprende: eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi; eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi; in entrambi i generi, eccesso dei decessi per tumore della pleura, che permane; eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute; associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio; eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente; incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini».

Brindisi

Comune di Brindisi.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, centrali elettriche, area portuale, discariche. In entrambi i generi si osserva un eccesso per il tumore della pleura. È presente un eccesso di mortalità per le malformazioni congenite».

Crotone-Cassano-Cerchiara (Cosenza)

Comuni di Cassano ionico, Cerchiara di Calabria e Crotone.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini».

Milazzo (Messina)

Comuni di Milazzo, Pace del Mela e San Filippo del Mela.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica. Risulta, fra gli uomini, un eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Tra le donne si osserva un difetto per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e del sistema circolatorio. Per i sottogruppi di classe di età 0-1 e 0-14 risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Un recente studio di coorte occupazionale sugli ex lavoratori di una industria di manufatti in cemento-amianto nel Comune di San Filippo del Mela ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma […] l’indagine ha evidenziato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma ed eccessi di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi».

Biancavilla (Catania)

Comune di Biancavilla.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN riferisce la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause sia negli uomini sia nelle donne. Anche le malattie dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio risultano in eccesso sia negli uomini sia nelle donne. È presente in entrambi i generi un difetto di patologie dell’apparato digerente. Si evidenzia un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, con un ampio intervallo di confidenza».

Priolo (Siracusa)

Comuni di Augusta, Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, un polo petrolchimico, una raffineria, un’area portuale, amianto e discariche. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause e per tutti i tumori tra gli uomini, per malattie dell’apparato digerente tra le donne. Sono in eccesso negli uomini i tumori del polmone e della pleura, causa, quest’ultima, in eccesso anche nelle donne; la mortalità è in eccesso in entrambi i generi per le malattie respiratorie acute».

Gela (Caltanissetta)

Comune di Gela.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria e discarica rifiuti. Il segnale più evidente è quello di un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l’asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l’asma, quest’ultima con una stima imprecisa».

Porto Torres (Sassari)

Comuni di Porto Torres e Sassari.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria, centrale termoelettrica, area portuale e discariche. I risultati mostrano un’aumentata incidenza per tutti i tumori. Un’aumentata mortalità per il tumore del polmone, per le malattie dell’apparato respiratorio, anche acute, e per le malformazioni congenite. Tra i lavoratori esposti ad asbesto è aumentata l’incidenza per tumore della vescica. Sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide».

Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Cagliari)

Comuni di Arbus, Assemini, Buggerru, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Pabillonis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Siliqua, Teulada, Tratalias, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villaperuccio.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, miniere e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie. Il tumore della pleura è in eccesso in entrambi i generi con una stima imprecisa dell’SMR. Si rileva infine un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. Nei bambini delle scuole elementari di Portoscuso una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei dei Comuni di confronto; nei bambini di Sarroch la frequenza è più elevata anche per l’asma».

 

TOSCANA PRIMA AD ABOLIRE IL GLIFOSATO

Articolo realizzato con contenuti di AmbienteBio.it

La Toscana sarà la prima regione italiana a diventare “glifosate free”. La giunta regionale ha deciso e approvato che entro il 31 dicembre 2021 l’erbicida più utilizzato al mondo non verrà più utilizzato.

La Toscana vieterà immediatamente, l’uso del glifosato nelle aree di salvaguardia dei punti di captazione delle acque sotterranee con utilizzo potabile. Il divieto in passato riguardava solo le acque superficiali.

E’ utile ricordare che il glifosato è stato ritrovato in numerosi prodotti alimentari ( sopratutto nel grano per la realizzazione della pasta ) e non, e ha scatenato una lunga diatriba internazionale e numerose condanne con richieste milionarie di risarcimento accordate negli Stati Uniti, soprattutto nei confronti del prodotto più famoso, chiamato Round Up.

Le nuove disposizioni regionali sono state illustrate dal presidente Enrico Rossi insieme agli assessori all’ambiente Federica Fratoni e all’agricoltura Marco Remaschi.

Si procede con la revisione annuale delle sostanze ammesse dal PUFF (Piano di utilizzazione per l’impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti).

luoghi interdetti al glifosato

L’elenco regionale, in linea con l’elenco ministeriale, eliminerà le sostanze attive vietate all’interno delle aree di salvaguardia di captazioni da acque superficiali e sotterranee. Si stabilisce anche di vietare l’utilizzo del glifosate in ambito extra-agricolo eliminando il rilascio di nulla osta per motivi eccezionali (ad esempio lungo i binari delle ferrovie).

E’ una decisione che ci pone all’avanguardia – ha commentato l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni – nel percorso verso una sempre maggiore sostenibilità e che è in sintonia con le richieste di molte aziende che vogliono percorrere una strada orientata all’eco-friendly per avere maggiore competitività sui mercati internazionali”.

Per l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi “è una svolta necessaria che intendiamo sostenere anche continuando l’azione di incentivo alle produzioni biologiche: nei prossimi mesi interverremo su questo settore con un nuovo intervento nell’ambito del Psr da circa 15 milioni di euro per far salire ancora la percentuale di aziende e di terreni bio: siamo al 25% della superficie agricola convertita al biologico, contiamo di arrivare al 30%”.

In Italia esistono già zone vocate per speciali produzioni agricole come il Conegliano Valdobbiadene che hanno deciso di eliminare questo diserbante dalle loro coltivazioni. Ebbene, noi vogliamo estendere l’eliminazione del all’intero territorio regionale. Si tratta di una scelta a favore dell’ambiente e del nostro comparto agroalimentare che deve poter contare sulla migliore qualità dei propri prodotti”.

Il progetto con la realizzazione del marchio “glifosate free”

Sarà elaborato un marchio che operatori agricoli e Comuni potranno apporre sui prodotti e sui parchi e giardini comunali non trattati col glifosato e che diventeranno quindi glifosate free: per realizzarlo sarà lanciato un concorso di idee nelle scuole.

La Regione si attiverà presso il Governo italiano e le istituzioni Ue per intraprendere iniziative che pongano limitazioni o divieti di prodotti fitosanitari a partire proprio dal glifosato.

La Regione si impegna ad aprire il Bando della misura 11 “Agricoltura Biologica” del Psr 2014-20 con le risorse che si renderanno disponibili e dare così nuove opportunità a chi vuole incrementare la coltura bio.

La Regione sottoscriverà un protocollo con l’Associazione vivaisti italiani per attivare forme di collaborazione e di coordinamento con l’obbiettivo comune di introdurre buone pratiche nelle coltivazioni vivaistiche, contribuire alla massima riduzione dell’utilizzo di prodotti fitosanitari e in particolare del glifosato e promuovere la sostenibilità ambientale.

La giunta ha anche stabilito che dal 15 maggio 2021 solo chi non usa il glifosato potrà accedere ai premi relativi all’adesione alla sottomisuraPagamenti per impegni agro-climatico-ambientali” nell’ambito del PSR 2014 – 2020.

Il commento positivo di Federbio

FederBio, la Federazione degli operatori del settore biologico italiano, auspica che l’esempio della Regione Toscana con il divieto d’uso del glifosato al 31 dicembre 2021 possa essere replicato anche dal PAN, il Piano di Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per assicurare l’avvio concreto di un Green New Deal anche a tutta l’agricoltura italiana.

La scelta della Regione Toscana è un passo in avanti molto importante nel percorso verso una sempre maggiore sostenibilità che risponde a una crescente richiesta, anche a livello internazionale, di un minor utilizzo dei pesticidi.

Importante inoltre che l’obiettivo ultimo che ha mosso la decisione della Giunta sia di rafforzare la particolarità delle produzioni agricole toscane puntando a un’agricoltura sostenibile che metta sempre di più al centro dell’attenzione i temi legati alla sicurezza alimentare e alla salubrità.

 

VOLONTARIATO AMBIENTALE – COS’E’, COME PARTECIPARE E DOVE ANDARE

Articolo realizzato con contenuti di AmbienteBio.it

Le strazianti immagini provenienti da Siberia e Amazzonia sono solo l’ultimo tassello della crisi ambientale in atto sul nostro pianeta.

Purtroppo, la specie più evoluta ha deciso di allontanarsi man mano sempre di più dalla sua origine naturale e ora tutte le specie animali e vegetali ne stanno pagando le conseguenze.

La specie incriminata è la nostra, noi umani siamo i primi e soli responsabili della sesta estinzione di massa: per ben 5 volte negli ultimi 540 milioni di anni la maggior parte degli esseri viventi è scomparsa dal pianeta.

Questa sesta estinzione comporterà la sparizione di circa il 75% delle specie viventi nei prossimi decenni e per la prima volta nella storia dell’evoluzione, siamo noi umani i soli responsabili.

Il processo di estinzione ormai innescato raggiungerà il suo apice nel 2100 e si dovranno aspettare oltre 10.000 anni per ritrovare un nuovo equilibrio.

La situazione è certamente preoccupante per chi ha a cuore la meravigliosa biodiversità terrestre e marina, tuttavia lo scenario non deve farci perdere la speranza.

In questi ultimi anni infatti la crisi ambientale ha creato un movimento ecologista globale fatto di persone come te e me che hanno deciso di non vivere passivamente, ma che al contrario sono passate all’azione. Sono molte le azioni che si possono mettere in atto per non rendersi complici della devastazione in atto e sicuramente una delle più efficaci è rappresentato dal volontariato ambientale.

Cos’è il volontariato ambientale

Il volontariato ambientale è una branca del volontariato e rappresenta tutte quelle attività di servizio volontario che hanno come finalità la conservazione dell’ambiente.

Generalmente i volontari possono partecipare ad un progetto di conservazione sul campo organizzato da una o più associazioni.

Molte associazioni chiedono un piccolo contributo per partecipare, contributo che servirà per la copertura dei costi di vitto, alloggio, trasporti e assicurazione.

Le associazioni più grandi e strutturate possono offrire anche dei volontariati gratuiti o addirittura retribuiti.

Questi progetti tuttavia sono specifici per i volontari con determinati requisiti professionali come titoli di studio, esperienze passate e competenze specifiche.

Esistono molti tipi di progetti con scopi e finalità differenti: dal ripristino ambientale, al monitoraggio di specie target, le opportunità sono molte.

Come partecipare ad un progetto di conservazione

Ovviamente il primo passo per partecipare ad un viaggio volontariato all’insegna della conservazione ambientale è quello di fare un’attenta ricerca online sulle migliori associazioni che organizzano questo tipo di esperienze.

Un’ottima strategia è quello di affidarsi all’aiuto di esperti del settore come ad esempio l’associazione ambientalista Keep the Planet che ha stilato una lista completa di tutti i progetti di conservazione disponibili per i volontari internazionali.

Una volta scelto il proprio progetto di interesse, si dovrà inviare la propria candidatura secondo le modalità richieste dall’associazione ospitante.

Nella quasi totalità dei casi, l’associazione chiederà al volontario di possedere un’assicurazione sanitaria che copra eventuali infortuni o malattie.

L’assicurazione sanitaria è particolarmente importante specialmente nei paesi extra europei dove un qualsiasi intervento sanitario è di fatto negato a coloro che non sono assicurati. A seconda del progetto scelto, ti verrà richiesto di inviare una lettera di presentazione ed il tuo CV.

L’ampio numero di progetti avviati permette comunque a tutti di vivere questa importante esperienza in quanto non tutte le associazioni hanno dei requisiti di accesso. Alcune attività come ad esempio il monitoraggio dei nidi di tartaruga infatti non richiedono grosse competenze pregresse.

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Dove sono situati i principali progetti

Sono moltissimi i paesi che offrono l’opportunità di partecipare ad un campo di volontariato ambientale.

Tra le mete principali ricordiamo l’Ecuador che offre diverse esperienze sia per la conservazione della foresta Amazzonica, sia per la conservazione delle Isole Galapagos.

Sempre in America Latina anche il Costa Rica è molto attivo in ambito ambientale con l’organizzazione di progetti per la conservazione delle tartarughe marine, mentre in ambito terrestre troviamo molti centri di riabilitazione della fauna selvatica.

Per chi invece preferisce il continente africano, il paese più organizzato sotto questo punto di vista è certamente il Sudafrica che ospita moltissimi progetti di conservazione: dal monitoraggio degli squali bianchi, alla conservazione di rinoceronti, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Sempre in Africa possiamo partecipare alla conservazione dei primati come scimpanzè e gorilla in vari paesi come Uganda e Tanzania.

Anche in Asia sono diversi i paesi che ospitano progetti di volontariato ambientale.

Tra i vari ricordiamo i santuari naturalistici per elefanti in Thailandia, i progetti di riforestazione in Indonesia per la conservazione degli orango tango, e la salvaguardia degli squali balena in Indonesia.

Se hai bisogno di aiuto nella scelta del miglior progetto, l’associazione Keep the Planet può consigliarti nella scelta più adatta.

Riconoscere un vero progetto di conservazione

In ogni settore purtroppo ci sono persone senza scrupoli che sfruttano l’amore per gli animali e la passione per la natura per il loro profitto personale.

Questo è il caso dei finti santuari naturalistici che in realtà non sono altro che delle strutture più simili agli zoo che a veri progetti di conservazione.

Qui i volontari vengono impiegati in attività di dubbia utilità, mentre in altri casi delle vere e proprie truffe.

Esemplari sono i casi di finti santuari per i grandi felini come i leoni che in realtà non sono altro che degli allevamenti per animali che verranno impiegati come trofei di caccia.

Riconoscere un vero progetto di conservazione non è sempre facile, tuttavia possiamo stilare una lista di campanelli di allarme:

  • attento alle specie carismatiche: i progetti che si occupano di specie simbolo come rinoceronti, elefanti, tigri, leoni, sono quelle più a rischio perchè sfruttano l’interesse e la passione che generano nei volontari;
  • attento alla durata: i progetti che durano più tempo, in genere un mese o più, sono progetti legittimi perché puntano sulla formazione del volontario;
  • attento ai costi: i veri progetti di conservazione non chiedono grosse cifre per partecipare, ma solo un piccolo contributo che coprirà le spese e finanzierà in parte il progetto;
  • mai partecipare a progetti dove viene incentivato il contatto con le specie selvatiche: gli animali non sono giocattoli al servizio degli umani, e tranne in determinate situazioni come le cure veterinarie, il contatto diretto con le specie selvatiche è sempre sbagliato. Evita quindi quelle associazioni che sponsorizzano le loro attività con selfie con animali.

Questi 3 consigli ovviamente da soli non sono sufficienti per non sbagliare, bisogna avere una certa esperienza sul campo per scegliere il giusto progetto. Questo pericolo non deve scoraggiarti perché prestare servizio per la conservazione della natura è un’esperienza gratificante che ricorderai per sempre e che certamente ripeterai nel tempo.

ANTIBIOTICO FACILE

Partiamo con qualche numero: 11.000 morti in Italia per infezioni, 700.000 morti nel mondo per malattie che non rispondono alle terapie, 230.000 solo per la tubercolosi multiresistente. Se usiamo un modello statistico basato sulla tendenza, nel 2050 i morti saranno 10.000.000 all’anno nel mondo. Dobbiamo smettere di pensare che questa situazione toccherà altri, magari nei paesi dell’ormai quarto mondo. Al contrario attaccano i paesi sviluppati dove di antibiotici si abusa. E l’azione è combinata, li assumiamo subito, al primo accenno di raffreddore, ce li mangiamo con carne-frutta-verdura, ce li beviamo a causa dell’inquinamento delle faglie e della depurazione delle acque spesso non attenta a questi elementi.

Basta leggere poche righe di uno dei tanti studi autorevoli per capire quanto grave sia la situazione, ma anche l’OMS ormai pubblica dati impietosi. Riguardo alle Lancet Infectious Disease, afferma che dal 2007 al 2015, i decessi per resistenza agli antibiotici sono aumentati di 3 volte passando da 11.444 a 33.110 e i bambini al di sotto dell’anno e gli over 65 sono quelli che pagano il maggior tributo di vite. L’Italia é quella che stacca tutti gli altri paesi attestandosi ad un terzo del totale europeo. Ma cosa ci serve per capire che dobbiamo cambiare ed abbandonare questa falsa idea di cura che ci porta ad abusare di farmaci?

  • Evitiamo di fare di testa nostra o cercando notizie dal prof. Google, andiamo dal nostro medico di fiducia
  • Se si è costretti ad iniziare una terapia antibiotica bisogna portarla a termine
  • Gli antibiotici servono ad uccidere i batteri e non agiscono sui virus tipo l’influenza
  • Dobbiamo avere pazienza, molte malattie stagionali passano da sole
  • Prendiamo l’abitudine di buttare gli antibiotici presso i contenitori presenti all’esterno delle farmacie quando abbiamo finito la cura.

Ma soprattutto guardiamo cosa mangiamo, non facciamoci convincere dal prezzo basso, meglio mangiare meno ma mangiare bene. Una buona bistecca non può costare 7 euro al Kg di qualunque provenienza sia e di qualunque genere si tratti. E’ già difficile contenere le frodi, e sui prosciutti San Daniele e Parma le cronache ci hanno dimostrato cosa accade, immaginiamoci quando il prezzo è insostenibile. A 7 euro al Kg non si comprano nemmeno dei biscotti nel nostro forno sotto casa e vorrebbe dire che l’allevatore vende la sua carne a non più di 2 euro al Kg, come fa ad alimentare in maniera corretta i suoi animali? Senza entrare nel campo infinito dei supporti ormonali per accellerare la crescita.

Quindi, andiamo dai nostri allevatori locali, vediamo come si comportano nella loro azienda e compriamo solo se siamo convinti. Dentro ad un bel pacchetto protetto, sotto una buona luce, in un supermercato ben organizzato qualunque cosa risulterà bella ed appetibile, ma messa in padella le cose potrebbero cambiare. Da questo trattamento non si salvano nemmeno le verdure che prima di arrivare fanno tanta strada e cambiano molti frigoriferi e vengono trattate spesso con conservanti di vario tipo. Acquistiamo i prodotti della nostra zona e cerchiamo di conoscere chi li produce e come si comporta. Gli antibiotici si nascondono anche in frutta e verdura. Mai provate fragole senza sapore?

Nota positiva, l’Italia ha aderito al piano di contrasto contro la diffusione delle resistenze e garantisce che entro il 2020 si ridurrà del 10% l’uso di antibiotici sul territorio, del 5% negli ospedali e del 30% in ambito veterinario. Ma le risorse sono scarse e non sono previste sanzioni per le Regioni che non avranno risultati. Facciamo sentire la nostra voce orientando il mercato con le nostre scelte consapevoli.